ADIAMO A PESCA DI TROTE

Gen 1, 2021 Blog
ADIAMO A PESCA DI TROTE

Non tutti sanno che in Italia oltre ad un’elevatissima passione per la pesca ittica abbiamo meravigliosi laghi o fiumi in cui molti si dilettano a pescare con tecniche molto specifiche per quelle acque e che sono delle molte volte molto più complesse di quelle da mare.

Il Trofeo più Comune.

Molti pescatori sono in cerca non solo di prede con cui leccarsi i baffi ma anche di trofei ovvero la dimostrazione pratica di chi sia il più forte dei pescatori d’acqua dolce, bene possiamo affermare che il pesce più pescato in acqua dolce sia la trota, ma come si pesca?

Quando parliamo di pesca alla trota non possiamo prescindere dalla modalità di realizzazione degli inneschi. Generalmente per risvegliare l’istinto predatorio della trota dobbiamo prestare attenzione a realizzare forme di innesco che imprimano rotazione all’esca (sia che si tratti di un verme sia che si tratti di un siliconico o artificiale). Per prima cosa sceglieremo un amo adatto all’esca che scegliamo di utilizzare. In seguito procederemo a realizzare un bel bocco in grado di ruotare in acqua durante il recupero in lago come in trattenuta nel fiume. Di seguito vediamo come realizzare l’innesco dei vermi più utilizzati e, in genere, consentiti in competizione, come la camola, il lombrico e il caimano. Nei prossimi paragrafi andremo a vedere tutti i dettagli di come innestare correttamente un amo in base alla nostra esca, non è semplicemente metterlo in acqua ma il modo corretto da una maggiore possibilità di catturare la preda.

Il Lombrico Comune ma Difficile

Il Lombrico Comune ma Difficile
Il Lombrico Comune ma Difficile

Il lombrico ha lunghezza notevole, per cui utilizzeremo un amo grande, magari a curvatura larga e gambo lungo. Bucheremo il lombrico dalla testa e lo infileremo lungo l’amo per quasi tutto il suo corpo, accompagnandolo lungo la curvatura dell’uncino fino a superare delicatamente la paletta dell’amo. Proseguiremo sfilandolo lungo il filo. In questa fase faremo molta attenzione a non far fuoriuscire accidentalmente la punta dell’amo lateralmente dal corpo del verme. Faremo uscire volutamente l’amo quando questo si troverà a 1/2 cm dalla coda del verme e lasceremo la parte rimanente dell’esca a penzolare. Questo innesco è il più classico per la trota torrente ed è molto adescante, perchè la forma ad S del verme risulta molto naturale. Se se ne associa l’uso ad una passata naturale e ben eseguita è ottimo per le trote selvatiche (le più sospettose). Quest’innesco si fa con due lombrichi e rappresenta un ghiotto boccone rotante. Ottimo per le trote di allevamento che tendono ad avvicinarsi con maggior fiducia ad inneschi di dimensioni generose, tuttavia sconsigliato per trote apatiche, mentre direi assolutamente VIETATO per trote selvatiche che molto difficilmente abboccheranno ad inneschi così voluminosi e innaturali. Si realizza bucando un’estremità del primo lombrico e facendolo sfilare sulla curvatura dell’amo fin oltre la paletta, e a proseguire sul filo. Quando il verme sarà infilato per circa tre quarti far uscire la punta dell’amo lateralmente e far scorrere l’innesco fino al punto in cui la parte penzolante formi una linea retta con il resto del verme già infilato. A questo punto si buca un secondo lombrico e lo si fa calzare sull’amo finchè non raggiunge l’altro verme già innescato e poi si può pescare. Poi si fa uscire la punta dell’amo lateralmente e si lascia pendere la parte di esca rimanente.