LA PESCA SUB ACQUEA

Nov 21, 2020 Blog
LA PESCA SUB ACQUEA

Una delle categorie più sviluppate della pesca sportiva è sicuramente la pesca sub-acquea, potremmo quasi dividere i pescatori in quelli di superfice e in quelli sommersi, ma in quest’articolo andremo a vedere nel dettaglio solo come si pesca in immersione.

Che cos’è la pesca subacquea?

La pesca subacquea è un’attività di pesca effettuata con tecniche di immersione sia in apnea (pesca subacquea in apnea) che con l’ausilio di sistemi ed apparati di respirazione (Immersione subacquea). Può essere effettuata con attrezzi e strumenti diversi come retini, raffi, ganci, rastrelli e con il fucile subacqueo ed è, a seconda dei casi, effettuata con finalità di carattere sportivo o commerciale; nel secondo caso prende il nome di pesca subacquea professionale. La pesca subacquea sportiva oggi viene effettuata esclusivamente in apnea, è stata un’attività che a partire dagli anni cinquanta ha stimolato e contribuito allo sviluppo di tutte le attività subacquee moderne.

Inizialmente veniva svolta sia in apnea sia con le bombole, e negli anni settanta la Sardegna, e in seguito tutte le regioni italiane, hanno vietato l’uso degli apparecchi di respirazione consentendola esclusivamente per quella professionale. Può essere svolta sia in acque salate che in acque dolci, quindi mare, fiume e lago. La finalità è quella di catturare o raccogliere specie ittiche commestibili, quindi pesci, crostacei, molluschi, bivalvi, echinodermi, coralli e spugne. È una delle specialità o variazione delle attività subacquee ed è tra queste l’unica ad avere in Italia una legge specifica di regolamentazione.

Pesca subacquea professionale

La pesca subacquea professionale è una delle attività di pesca svolte per la pesca e raccolta di specie acquatiche con l’uso di appropriate tecniche e attrezzature. È regolamentata dal Decreto Ministeriale 20 ottobre 1986, con alcune successive variazioni, ed è gestita dal Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali attraverso le Regioni con i rispettivi assessorati all’ambiente, con decreti e leggi spesso modificati o adeguati a problematiche ed a particolari esigenze locali. Anche le Capitanerie di Porto possono emanare ordinanze e direttive con eventuali ulteriori limitazioni specifiche per motivi di inquinamento, di sicurezza o di regolamentazione del traffico navale.

Nelle aree marine protette è generalmente vietata, ma talvolta è consentita secondo il parere del Ministero e con ulteriori autorizzazioni e relativi vincoli. Può essere svolta sia in apnea che con gli autorespiratori ad aria o a miscele autonomi, indossati o vincolati dalla superficie attraverso una prolunga definita narghilè. Viene svolta prevalentemente per la raccolta dei molluschi, delle spugne e dei ricci di mare, ma anche per la pesca di pesci e crostacei con uso di relativi attrezzi quali raffi, ganci, coppi e retini. La pesca dei pesci e di molluschi in Italia è consentita solo ed esclusivamente in apnea. Il quantitativo consentito del pescato è in genere teoricamente illimitato, mentre per i ricci di mare è possibile, a seconda dei mezzi di trasporto utilizzati e dal numero di componenti l’equipaggio, pescare soltanto da un minimo di 1000 fino ad una massimo di 3000 per giornata di pesca. Tale pesca può essere effettuata da terra o con mezzo idoneo iscritto come imbarcazione da pesca con speciale omologazione per l’appoggio di pescatore subacqueo.